Recensioni

Da Musica Jazz - giugno 2002
Da Chitarre - luglio/agosto 2000, recensione di Alessandro Staiti
Da Basimedia Magazine - recensione di Giordano Selini
Da Musica Jazz - Luglio 2001, recensione di Luigi Onori
Tambo - recensione di Sara Ventroni
Da Allmusic.com - recensione di Steven Loewy
Da Jazzitalia.net - articolo di Sandro Floreale

Interviste

Da Basimedia Magazine - marzo 2001, G. Selini intervista M. Scardini
Da basimedia Magazine - Maggio 2001, G.Selini intervista M. Cignitti e M. Ciancaglini

Da "Musica Jazz" Giugno 2002

"Sarà anche per la voce di Gegè Telesforo, ma il disco assume toni particolarmente allegri e seriosi. Sarà per la band che ha deciso di trasformare un disco in un racconto musicale dove generi e stili si uniscono, si dividono per poi unirsi nuovamente mantenendo, però,le loro identità. Un poco di Dave Grusin, passaggi radenti nella fusion più affascinante ed elegante ed il gioco è fatto: ElectriCity è un disco dei nostri giorn, capace di entrare ed uscire dal tempo a suo piacimento."
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Da "Chitarre" Luglio/Agosto 2000 recensione di Alessandro Staiti

Si chiamano Electric City sono Mauro Scardini (piano e tastiere), Mssimiliano Cignitti (basso elettrico), Fabrizio La Fauci (batteria), Marco Ciancaglini (chitarra) Antonello Sorrentino (tromba) Thierry Valentini (Sax alto e soprano) e sono al loro primo cd (registrato pero' con Antonio Ceccaroni alla batteria e senza Valentini).Hanno partecipato a diverse rassegne musicali tra cui il secondo Jazz Festival di Colleferro (classificati terzi con in giuria Roberto Gatto e Maurizio Gianmarco ed il Mentana Festival presieduto da Giovanni Tommaso ove Scardini e' stato premiato come miglior pianista. Il gruppo piuttosto noto Roma e dintorni per le sue esibizioni in locali e club, articola con grande gusto e senso dell'ensemble una fusion briosa, ricca di feeling e di inventiva, il basso di Cignitti offre in ogni occasione un sostegno ritmico frizzante e preciso, e le incursioni chitarristiche di Ciancaglini si rivelano sempre puntuali, talvolta graffianti e aggressive. Naturale che gli Electric City ricordino predecessori illustri come Spyro Gyra o Yellow Jackets (piu' i secondi che i primi, soprattutto nel brano di apertura "Bollenti spiriti", impreziosito da gustosi soli di chitarra). Ospiti in studio Sandro Satta al sax alto nella bella "Algeblues" (anche qui -come del resto nella quasi totalità dei brani- la chitarra ha un ruolo di primo piano, e interpretato con grande disinvoltura e gusto della sonorità) e "Blitz", Stefano Arduini al sax soprano in "Controindicazioni" e nella latineggiante "Bahia", Massimo Pellini alla batteria in "La quinta stagione" e "Algebhra". Bella ancora "Alisei", con Scardini che mima la fisarmonica.
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Da "Basimedia magazine" recensione di Giordano Selini

Con briosità e terso feeling, la fragrante brezza della proposta fusion del quartetto ElectriCity, aperto alla collaborazione di vari ospiti, si espande con senso di sintesi e sicurezza d'esposizione, giocando più sul suonare insieme che su un rigoglioso sviluppo dei solos. La brillante freschezza del discorrere e dell'amministrare al piano e alle keys di Scardini, il suo procedere e dispiegare di conduzione con naturalezza e perizia, sono sostenuti ad hoc dal passo ritmico portante di Cignitti al basso elettrico e di Ceccaroni alla batteria, mentre le virate incisive di Ciancaglini alla chitarra elettrica si protendono tese e brucianti. La limpidezza e vivacità del gusto compositivo ed esecutivo di ElectriCity meritano attenzione; in quest'occasione emerge inoltre il contributo, a seconda dei brani, di vari ospiti, tra cui menzioniamo l'inebriante sgorgare del sax alto di Satta a il garrire ispido a miniato di Arduini al sax soprano, all'interno di tessiture sonore ben coordinate e congegnate dal quartetto, che denota modernità di suono e positività di approccio.
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Da "Musica Jazz" Luglio 2001 recensione di Luigi Onori: ElectricCity "ElectricCity".

Il quartetto elettrico formato da Marco Ciancaglini (chit.), Massimiliano Cignitti (b.el.), Antonio Ceccaroni (batt.) e Mauro Scardini (p., tast.) si distingue per le composizioni di quest'ultimo, che in gran parte (Bollenti spiriti, Alisei, Blitz) rielaborano elementi tipici della fusion, ormai ampiamente metabolizzati e privi di novità. La presenza di alcuni ospiti dà una maggiore sostanza musicale a qualche titolo- Contoindicazioni è impreziosita dall'acuminato sax soprano di Stefano Arduini; in Algebhra si avverte invece l'eco del Miles Davis ultima stagione, grazie alla tromba di Antonello Sorrentino; l'assolo al contralto di Sandro Satta nobilita Blitz- ma il cd non supera un livello artigianale.
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"Tambo" recensione di Sara Ventroni

Impasti raffinati e liberi attraversamenti -per questo Tambo- secondo una ricerca cromatica che è già dialogo stilistico: tra vocazione fusion e spunti funk, motivi chiaroscurali di ballads e accenni a miscele tra il Ta(ngo) e il (ma)mbo, spigliate da un interno -e mai schematico- potenziale jazzistico; dove le sfumature più propriamente "electric" sono suggerite dal sound evocativo della chitarra di Ciancaglini, o dalle modulazioni del basso di Cignitti, vibrato o scolpito, se non solisticamente intercalato al timing sperimentante e accurato di La Fauci. Nel piano e keyboards di Scardini le figurazioni melodiche, di suggestione non esclusivamente europea, attirano nell' orbita del dialogo-contrappunto la tromba corposa di Ciminelli con le volute liricizzanti del sax di Valentini. Una dinamica, tra scrittura e improvvisazione, impreziosita dagli interventi di ospiti come Marciani e Scannapieco al sax, Luzignant al trombone e Rizzaro vocalist per una elegante partitura arabian-acid. Il segno deciso di P. Ciancaglini al basso acustico accanto al solismo esuberante del violino -cubano- di Albelo; e un Gegè Telesforo, come dire? Al solito gustosamente inventivo.
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Da "Basimedia magazine" Marzo 2001

Giordano Selini intervista Mauro Scardini:


1) Mauro, come si è formato il gruppo Electric City?

Ho avuto la fortuna di incontrare Massimiliano Cignitti, l'attuale bassista del gruppo, nel 1994. Vista la nostra intesa musicale, nello stessa anno abbiamo fondato gli Electric City che, dopo vari cambiamenti dei componenti del gruppo, sono giunti alla formazione attuale.

2)...e con quali intenti, a livello di direzione musicale?

In partenza, l'idea è stata quella di proporre un repertorio di brani originali seguendo lo stile degli Yellow Jackets, Alain Caron, Chick Corea electric band, sono infatti sonorità che ritroviamo in alcuni brani del cd.Questo percorso musicale ha maturato nel tempo, in noi, l'esigenza e la voglia di scoprire nuove sonorità, che attualmente sono orientate verso la musica etnica.

3) Parlaci delle vostre esperienze concertistiche, in particolare a livello di rassegne.

Per quanto riguarda i concerti, non ne abbiamo fatti molti, questo a causa di molteplici variazioni dei componenti avvenute all'interno del gruppo, tra le quali tre chitarristi e quattro batteristi. Quelli che ricordo maggiormente sono stati al "Castello" in Roma e quelli "all'Horus" e "Big Mama" sempre in Roma. Le rassegne più importanti sono state al "Lucus Feroniae", dove ho vinto il premio come miglior solista, che annoverava tra gli altri, in giuria, Giovanni Tommaso; l'altra è stata quella di "Colleferro Jazz", che vantava, tra i componenti della giuria, Enrico Pieranunzi, dove siamo arrivati tra i primi tre classificati.

4) Com'è nata l'idea di incidere il cd omonimo?

Essenzialmente per due motivi: il primo è quello di vedere concretizzato il lavoro e l'impegno che hanno caratterizzato il nostro percorso musicale in questi anni, il secondo riguarda la richiesta, spesso pervenutaci dai nostri spettatori a fine concerto, sull'esistenza di un nostro cd.

5) Come sono nati i pezzi del cd, tutti di tua composizione?

Ogni brano, esprime sensazioni ed emozioni che per me, in quel momento, sono uniche e così trascinanti, da non poter fare a meno di tradurle in musica. Per esempio, Alisei è nata da un'ispirazione che si è concretizzata in seguito all'aver ascoltato mio padre, anche lui pianista, mentre suonava una tarantella napoletana.

6) In particolare, cosa rappresenta per te il momento della composizione e dell'arrangiamento rispetto a quello dell'esecuzione e dell'improvvisazione?

Comporre musica per me è una cosa veramente affascinante e stupenda. E' meravigliosa la sensazione che mi assale quando ascolto per intero, per la prima volta un brano da me composto; è come aver creato un piccolo spazio fuori dal mondo capace, in quel momento, di riempirmi il corpo e la mente di benessere e di positività. Il momento dell'esecuzione e dell'improvvisazione è invece quello in cui cerco di dare il meglio di me affinchè il brano risulti ogni volta migliore sia dal punto di vista musicale che emozionale.

7) Perchè, nell'esecuzione, i brani dell'incisione risultano tutti o quasi abbastanza stringati, a livello di solos?

Questo è accaduto in quanto non trattandosi di un'esecuzione live ma di una registrazione in studio, abbiamo ritenuto opportuno gestire i brani in questo modo. Solo adesso, a distanza di tempo, ci siamo accorti che su qualche brano potevamo concedere più spazio ai solos, cosa che sicuramente si realizzerà nel nostro futuro secondo cd.

8) Traccia un breve ritratto musicale degli altri tre componenti della formazione che ha inciso il cd in questione: Ciancaglini, Cignitti, Ceccaroni, uno per uno, visti da te.

Di Marco Ciancaglini mi piace soprattutto la sensibilità, sia umana che musicale ed il tocco sulla chitarra, che sa essere morbido e dolce nelle ballad e graffiante nei brani più vivaci.Massimiliano Cignitti ha molteplici qualità, una è sicuramente l'abilità tecnica, che mi ha sempre soddisfatto nell'interpretazione dei brani; grinta e tenacia fanno parte del suo stile musicale. Antonio Ceccaroni è un batterista molto versatile,con la sua bravura ha saputo imprimere al cd una marcia in più,suo punto di forza sono le ritmiche funky.

9) Nel cd sono presenti diversi ospiti che hanno coronato i vari pezzi del cd: il perche di questa scelta e il loro contributo alla riuscita dell'album.

La scelta è stata semplice: abbiamo conosciuto Sandro Satta, Stefano Arduini, Massimo Pellini e Antonello Sorrentino nella scuola popolare di musica Testaccio a Roma e fin dall'inizio è nata una grande amicizia e una stima reciproca. Alla nostra proposta di partecipazione al cd, hanno risposto subito si e debbo dire che questa collaborazione non poteva andare meglio. Ascoltando Sandro Satta in "blitz" e "algeblues", Stefano Arduini in "controindicazioni" e "bahia", Massimo Pellini e Antonello Sorrentino in " la quinta stagione", ci si rende conto che il loro contri_ buto alla riuscita del cd e stato notevole.Un grazie a tutti da parte mia.

10) Chi comprende l'attuale formazione di Electric City?

Oltre a me alle tastiere,Cignitti al basso e Ciancaglini alla chitarra, sono entrati a far parte del gruppo: Fabrizio La Fauci, batterista dalle invidiabili qualità, Antonello Sorrentino, trombettista che, dopo l'apparizione come ospite sul cd è diventato parte integrante del gruppo, Thierry Valentini, sassofonista che, debbo dire, ha messo una marcia in più al gruppo. Tali premesse sono ottime per incidere al più presto il nostro secondo cd.
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Da "Basimedia magazine" Maggio 2001

Giordano Selini intervista Massimiliano Cignitti e Marco Ciancaglini:


Massimiliano Cignitti, bassista dal significativo e pulsante sottendere e Marco Ciancaglini, chitarrista dalla sottile incisività, in quest'incontro ci raccontano della loro significativa esperienza musicale con il gruppo jazz elettrico denominato appunto Electric City.

1) Massimiliano, Marco come è nato il quartetto Electric city?

(M. Cignitti) E' nato quasi per gioco, senza, inizialmente, avere intenzione di fare qualcosa di professionale, dall'incontro tra me, Mauro Scardini, pianista, tastierista e compositore del gruppo, e altri due ragazzi. Allora ci chiamavamo Algebra. Con l'entrata in formazione di Marco e di un altro batterista abbiamo cominciato a pensare in modo più serio il nostro impegno per questo gruppo. (M. Ciancaglini) Si è definita così una linea musicale sulla scia degli Yellowjackets, dell'Elektric band di Chick Corea, ecc…e Mauro ha cominciato a presentarci sue composizioni, a cui poi in sede di prove ognuno di noi ha dato il suo contributo, fino ad arrivare con Ceccaroni alla batteria a registrare il nostro primo album, omonimo. Io mi trovo molto bene in questo gruppo perché mi permette di mediare la mia cultura jazzistica con l'energia del rock, esprimendo così al meglio la mia identità musicale.

2) Siete soddisfatti di come è venuto il cd?

(M. Cignitti) Sì, ed ora quello che più ci interessa è suonare il più possibile e ovunque si presenti l'occasione, quindi ben oltre e al di fuori del circuito romano.

3) Tre aggettivi per descrivere la musica del cd di Electric city.

(M. Cignitti) Immediata, fresca, gradevole.

4) Come mai un cd con pezzi molto strutturati e con spazi ristretti per i solos?

(M. Ciancaglini) La struttura dei brani era molto articolata e definiti e così i pezzi sono risultati molto strutturati e poco aperti. Per un secondo cd, essendosi sviluppata una nuova direzione in seno al gruppo, ci regoleremo diversamente. Da segnalare la proficua colaborazione nel cd di Stefano Arduini al sax soprano, di Sandro Satta al sax alto, di Antonello Sorrentino alla tromba e in "La quinta stagione" di Massimo Pellini alla batteria. (M.Cignitti) Attualmente il gruppo è più ampio, con l'aggiunta di fiati tra cui segnalo prima il contributo di Thierry Valentini al sax soprano e attualmente di Stefano Marciani al sax tenore e Antonello Sorrentino alla tromba, e inoltre alla batteria vi è Fabrizio La Fauci che ha regalato una marcia in più alla formazione: vi sono vari interventi e non solo di Mauro in sede compositiva, si lavora anche al riarrangiamento di pezzi non originali, cosa parimenti stimolante di lavorare ad un pezzo originale: vi è più spazio per l'improvvisazione, le strutture sono più aperte, la componente etnica ha acquistato un peso significativo nell'economia della proposta di Electric city.

5) Come trovate la scrittura di Mauro Scardini?

(M.Cignitti) Mauro ha un modo di scrivere molto particolareggiato e quando scrive una parte, la scrive pensando a chi dovrà eseguirla.

6) Parlate del sound d'insieme di Electric City.

(M.Cignitti) Con Mauro, Fabrizio e Marco la collaborazione si estende su vari versanti, suoniamo molto insieme e il sound di gruppo che ne deriva ne guadagna parecchio, il che è molto diverso dal caso di musicisti anche molto bravi, ma che si trovano solo occasionalmente per suonare. Siamo molto amici, ci troviamo molto bene anche sul piano umano e questo si riflette positivamente anche nel nostro suonare insieme.

7) Massimiliano cosa significa per te accompagnare?

(M.Cignitti) Significa secondo me qualcosa di fisico, dare solidità, conferire energia alla musica della formazione.

8) Marco, cosa significa per te fare un solo?

(M.Ciancaglini) Secondo me fare un solo significa creare una costruzione musicale che abbia un significato e che trasmetta qualcosa.
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